Vedremo finalmente lo streaming tanto promesso da questa Amministrazione?
Cerca nel blog
domenica 17 giugno 2018
Lunedì 18 giugno ore 19:00 - 3°Commissione
Lunedì 18 giugno ore 19:00 ci sarà la 3°Commissione, con argomenti importanti!
Vedremo finalmente lo streaming tanto promesso da questa Amministrazione?
Vedremo finalmente lo streaming tanto promesso da questa Amministrazione?
sabato 16 giugno 2018
Ospedale Portogruaro: tutto bene?
Avvertiamo uno strano silenzio intorno all’Ospedale di Portogruaro.
Che ne è della classe politica che difendeva a spada tratta fino a poco tempo fa il reparto di pediatria?
Cosa pensa il PD portogruarese relativamente al rinnovato interesse per l’Ospedale Unico da parte del loro candidato Sindaco di San Donà?
E quali sono le vere intenzioni dei leghisti Forcolin e Barbisan in merito al nosocomio portogruarese?
Come farà la Sindaca a difendere la sanità locale se con una “mossa capolavoro” è riuscita a restare fuori dall’esecutivo della Conferenza dei Sindaci Sanità ?
Perché la Dirigenza decide silenziosamente di chiudere la Farmacia senza darne adeguata comunicazione ai pazienti, che si trovano da un giorno all’altro a dover sostenere un ennesimo e pesante disagio?
Che ne è del Sindacato interno che vede situazioni lavorative al collasso e non si attiva nè denuncia, anzi suggerisce addirittura di cedere a San Donà il punto nascite?
La promozione a pieni voti del Direttore Generale da parte di tutti i sindaci del Veneto Orientale certifica, se mai ce ne fosse stato bisogno, la distanza della politica dalla vita reale, vissuta ogni giorno dai cittadini, dai malati e dal personale ospedaliero.
In questo silenzio si sta perpetuando un sistematico stillicidio ai danni del nostro Ospedale perché secondo noi funziona così:
si chiudono per primi reparti di Ostetricia e i Punti Nascita, adducendo la scusa che “per la sicurezza” servono almeno 500 parti l’anno. Dopodiché, a reparto chiuso, si tolgono i posti letto. Questo comporta una minore entrata economica, a seguito della quale il direttore amministrativo decide la chiusura di un altro reparto, in una sorta di effetto domino che porta i cittadini a pensare che esista una unica e sola possibile soluzione: l’Ospedale Unico.
A questo punto, viste le condizioni in cui si sta riducendo la nostra struttura ospedaliera, preso atto che stanno spostando sempre più i servizi verso San Donà e Mestre, ci converrà davvero cominciare a rivolgerci al più vicino e disponibile Friuli.
martedì 5 giugno 2018
30.05.2018 - 1° Commissione: Aggiornamento situazione Elettrodotto di San Nicolò
Finalmente in Commissione si discute dellelettrodotto di San Nicolò, annosa questione ancora irrisolta di quel popoloso quartiere.
Dopo oltre un anno dalla prima richiesta di inserimento del punto allordine del giorno, si è arrivati alla convocazione della Commissione apposita.
Dopo una breve introduzione la parola passa subito ai tecnici comunali che in buona sostanza hanno illustrato come dal 2016 in poi vi siano stati incontri anche tecnici con i vari enti coinvolti nella questione, come ARPAV e TERNA.
Ci si è poi soffermati sull'evento di settembre 2017, periodo nel quale per un periodo temporaneo i valori di elettromagnetismo registrati dalla centralina comunale di controllo aveva rilevato valori di circa 1.2 µT. A fronte di quei valori registrati il Comune e la Città Metropolitana hanno chiesto a Terna riscontro in merito a questa ripresa di utilizzo dell'elettrodotto (esiste di fatto un accordo per cui la linea di cui si sta discutendo è utilizzata solo come linea di emergenza).
La risposta di Terna è stata che l'utilizzo temporaneo della linea è stato determinato dalla ricablatura e la sostituzione di alcuni componenti nel terminare di arrivo presso la sotto stazione ferroviaria, dove la corrente viene di fatto consegnata a RFI come utilizzatore.
A seguito di questo accadimento il Consigliere M5S Fagotto ha chiesto di poter vedere i dati di consumo, richiesta poi soddisfatta nel gennaio del 2018 con l'invio allo stesso di tutta la documentazione ricevuta da ARPAV.
Vi è stato quindi un ulteriore incontro tecnico dove si è discussa la possibilità di una diversa esposizione del dato misurato, in quanto pare essere troppo dettagliato.
La misura infatti è di tipo puntuale mentre il dato di riferimento è da confrontarsi con la normativa viene calcolato come la media delle 24 ore.
A maggio 2018 vi sono stati ulteriori incontri con TERNA e ARPAV e si è deciso di effettuare ulteriori misurazioni in due posizioni specifiche: sotto i cavi e dentro la stanza della scuola posta più a ridosso dell'elettrodotto. Tali misure sono ad integrazione del sistema automatico attualmente presente e che resterà in vigore almeno fino alla metà del 2020.
Dopo questa disamina interviene il Consigliere M5S Fagotto il quale rimarca che questa questione si sta trascinando ormai dal 2000, e che non saremmo qui a parlarne se si fosse seguito quanto previsto dalla precedente normativa che stabiliva limiti molto più bassi, tali per cui si doveva procedere con la bonifica definitiva del problema mediante interramento.
Ma ora siamo qui, e il problema è ancora da risolvere, problema tra l'altro citato anche nei documenti ufficiali del Comune, come la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e il PUA34, nel quale è previsto che prima di poter costruire si deve risolvere la questione elettrodotto.
Negli anni si è riusciti ad ottenere il monitoraggio continuo della linea e il suo utilizzo sporadico.
Il perché vi sia tanta preoccupazione è presto detto: già anni fa lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha dato indicazione di un possibile aumento per le leucemie infantili per valori di elettromagnetismo superiori a 0.40 µT, classificando questo aspetto come possibile cancerogeno 2B.
Questa classificazione è stata ulteriormente dibattuta nel 2007 a Portogruaro nelloccasione del Forum Agenda21 in cui gli esperti hanno ribadito che questo rischio doveva e deve essere preso in considerazione.
E ancora, nel febbraio 2013 con un valore rilevato di 0.36 µT lARC, in base al principio di precauzione, ha consigliato di transennare l'area sotto il traliccio.
In Comune giace già un progetto a cura dell'Arch. Gavagnin e il progetto di interramento della linea effettuata ad Ancona, una linea che somiglia molto a quella di Portogruaro.
Ci sono 1.725 metri di elettrodotto, 182 proprietari interessati dal passaggio della linea, una scuola dell'infanzia e un giardino pubblico. Questi numeri basterebbero da soli a far capire la portata della problematica.
Il Consigliere M5S Fagotto esprime il suo parere che tra Comune, Proprietari, Città Metropolitana e Regione, bisognerebbe far fronte comune verso TERNA, attuale gestore della linea.
Egli si rammarica che il M5S si era offerto per dare una mano e invece si è deciso di non invitarlo agli incontri, magari anche solo come uditore, per poter contribuire vista la conoscenza della storia di questa questione, considerando anche che non gli interessava proprio prendersi i meriti ma solo ed unicamente la soluzione della problematica.
Il M5S ha pertanto voluto fortemente la convocazione della Commissione proprio per fare il punto della situazione e poter dare il proprio contributo, anche se si ha ben presente che chi governa la città può avere altre priorità, ma una questione così annosa e importante secondo il M5S non può essere lasciata in disparte.
Certo ha fatto un certo che vedere la nostra Vice Sindaca impegnarsi durante la campagna elettorale per la risoluzione della questione dellelettrodotto Dolo-Camin e poco o nulla sul nostro.
Crediamo che ora dal Parlamento ci potrà dare una mano forte e decisa per la risoluzione della questione.
Anche la recente discussione in merito al supermercato che potrebbe essere costruito in viale Pordenone va tenuta in debito conto, stante le prescrizioni presenti nel PUA34, che prevedono proprio la risoluzione del problema elettrodotto come vincolo per il via libera.
Interviene la Sindaca Senatore la quale fa presente che l'Amministrazione si è attivata fin da subito e che gli dispiace che si dica che il Comune non si stia interessando della questione.
Dopo aver lodato il Consigliere M5S Fagotto per la perseveranza dimostrata nei lunghi anni di battaglia, la Sindaca puntualizza che anche lei non vuole mollare il punto.
A oggi, rispetto alla situazione dei primi anni, c'è una situazione diversa, e c'è secondo la Sindaca una problematica legata alla percezione del problema più che al suo stato di fatto.
A oggi si sono interessati vari enti a vario titolo, tra cui l'Avvocatura della città metropolitana, l'ARPA, TERNA e l'ULSS.
La Sindaca ribadisce che se l'ULSS4 ci scrivesse che abbiamo un problema sanitario allora si potrebbe arrivare a chiudere la scuola.
Al momento non abbiamo tutti gli assi in mano, si sta costruendo un percorso che porterà poi a interessare l'ULSS4. In merito a ciò sarà fatta una richiesta ufficiale all'ULSS4 circa la situazione degli elettrodotti.
Al termine della Commissione il Consigliere M5S Fagotto chiede di poter partecipare, anche come solo uditore, alle prossime con TERNA, sempre se la Sindaca lo ritenesse utile e opportuno, e di essere informati in maniera più costante riguardo alle iniziative che saranno mese in campo.
Dopo oltre un anno dalla prima richiesta di inserimento del punto allordine del giorno, si è arrivati alla convocazione della Commissione apposita.
Dopo una breve introduzione la parola passa subito ai tecnici comunali che in buona sostanza hanno illustrato come dal 2016 in poi vi siano stati incontri anche tecnici con i vari enti coinvolti nella questione, come ARPAV e TERNA.
Ci si è poi soffermati sull'evento di settembre 2017, periodo nel quale per un periodo temporaneo i valori di elettromagnetismo registrati dalla centralina comunale di controllo aveva rilevato valori di circa 1.2 µT. A fronte di quei valori registrati il Comune e la Città Metropolitana hanno chiesto a Terna riscontro in merito a questa ripresa di utilizzo dell'elettrodotto (esiste di fatto un accordo per cui la linea di cui si sta discutendo è utilizzata solo come linea di emergenza).
La risposta di Terna è stata che l'utilizzo temporaneo della linea è stato determinato dalla ricablatura e la sostituzione di alcuni componenti nel terminare di arrivo presso la sotto stazione ferroviaria, dove la corrente viene di fatto consegnata a RFI come utilizzatore.
A seguito di questo accadimento il Consigliere M5S Fagotto ha chiesto di poter vedere i dati di consumo, richiesta poi soddisfatta nel gennaio del 2018 con l'invio allo stesso di tutta la documentazione ricevuta da ARPAV.
Vi è stato quindi un ulteriore incontro tecnico dove si è discussa la possibilità di una diversa esposizione del dato misurato, in quanto pare essere troppo dettagliato.
La misura infatti è di tipo puntuale mentre il dato di riferimento è da confrontarsi con la normativa viene calcolato come la media delle 24 ore.
A maggio 2018 vi sono stati ulteriori incontri con TERNA e ARPAV e si è deciso di effettuare ulteriori misurazioni in due posizioni specifiche: sotto i cavi e dentro la stanza della scuola posta più a ridosso dell'elettrodotto. Tali misure sono ad integrazione del sistema automatico attualmente presente e che resterà in vigore almeno fino alla metà del 2020.
Dopo questa disamina interviene il Consigliere M5S Fagotto il quale rimarca che questa questione si sta trascinando ormai dal 2000, e che non saremmo qui a parlarne se si fosse seguito quanto previsto dalla precedente normativa che stabiliva limiti molto più bassi, tali per cui si doveva procedere con la bonifica definitiva del problema mediante interramento.
Ma ora siamo qui, e il problema è ancora da risolvere, problema tra l'altro citato anche nei documenti ufficiali del Comune, come la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e il PUA34, nel quale è previsto che prima di poter costruire si deve risolvere la questione elettrodotto.
Negli anni si è riusciti ad ottenere il monitoraggio continuo della linea e il suo utilizzo sporadico.
Il perché vi sia tanta preoccupazione è presto detto: già anni fa lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha dato indicazione di un possibile aumento per le leucemie infantili per valori di elettromagnetismo superiori a 0.40 µT, classificando questo aspetto come possibile cancerogeno 2B.
Questa classificazione è stata ulteriormente dibattuta nel 2007 a Portogruaro nelloccasione del Forum Agenda21 in cui gli esperti hanno ribadito che questo rischio doveva e deve essere preso in considerazione.
E ancora, nel febbraio 2013 con un valore rilevato di 0.36 µT lARC, in base al principio di precauzione, ha consigliato di transennare l'area sotto il traliccio.
In Comune giace già un progetto a cura dell'Arch. Gavagnin e il progetto di interramento della linea effettuata ad Ancona, una linea che somiglia molto a quella di Portogruaro.
Ci sono 1.725 metri di elettrodotto, 182 proprietari interessati dal passaggio della linea, una scuola dell'infanzia e un giardino pubblico. Questi numeri basterebbero da soli a far capire la portata della problematica.
Il Consigliere M5S Fagotto esprime il suo parere che tra Comune, Proprietari, Città Metropolitana e Regione, bisognerebbe far fronte comune verso TERNA, attuale gestore della linea.
Egli si rammarica che il M5S si era offerto per dare una mano e invece si è deciso di non invitarlo agli incontri, magari anche solo come uditore, per poter contribuire vista la conoscenza della storia di questa questione, considerando anche che non gli interessava proprio prendersi i meriti ma solo ed unicamente la soluzione della problematica.
Il M5S ha pertanto voluto fortemente la convocazione della Commissione proprio per fare il punto della situazione e poter dare il proprio contributo, anche se si ha ben presente che chi governa la città può avere altre priorità, ma una questione così annosa e importante secondo il M5S non può essere lasciata in disparte.
Certo ha fatto un certo che vedere la nostra Vice Sindaca impegnarsi durante la campagna elettorale per la risoluzione della questione dellelettrodotto Dolo-Camin e poco o nulla sul nostro.
Crediamo che ora dal Parlamento ci potrà dare una mano forte e decisa per la risoluzione della questione.
Anche la recente discussione in merito al supermercato che potrebbe essere costruito in viale Pordenone va tenuta in debito conto, stante le prescrizioni presenti nel PUA34, che prevedono proprio la risoluzione del problema elettrodotto come vincolo per il via libera.
Interviene la Sindaca Senatore la quale fa presente che l'Amministrazione si è attivata fin da subito e che gli dispiace che si dica che il Comune non si stia interessando della questione.
Dopo aver lodato il Consigliere M5S Fagotto per la perseveranza dimostrata nei lunghi anni di battaglia, la Sindaca puntualizza che anche lei non vuole mollare il punto.
A oggi, rispetto alla situazione dei primi anni, c'è una situazione diversa, e c'è secondo la Sindaca una problematica legata alla percezione del problema più che al suo stato di fatto.
A oggi si sono interessati vari enti a vario titolo, tra cui l'Avvocatura della città metropolitana, l'ARPA, TERNA e l'ULSS.
La Sindaca ribadisce che se l'ULSS4 ci scrivesse che abbiamo un problema sanitario allora si potrebbe arrivare a chiudere la scuola.
Al momento non abbiamo tutti gli assi in mano, si sta costruendo un percorso che porterà poi a interessare l'ULSS4. In merito a ciò sarà fatta una richiesta ufficiale all'ULSS4 circa la situazione degli elettrodotti.
Al termine della Commissione il Consigliere M5S Fagotto chiede di poter partecipare, anche come solo uditore, alle prossime con TERNA, sempre se la Sindaca lo ritenesse utile e opportuno, e di essere informati in maniera più costante riguardo alle iniziative che saranno mese in campo.
sabato 2 giugno 2018
Rotatoria San Giovanni: Sperimentiamo cosa?
Sperimentiamo cosa?
è questa la domanda che ci siamo posti quando abbiamo letto della rotonda pare sperientale che è stata creata vicino a Borgo San Giovanni.
Perchè non si capisce cosa si sta sperimentando dato che esiste già il progetto esecutivo e si è già fatto il bando di gara per l'affido dei lavori.
Secondo noi si doveva operare in modo profondamente diverso:
Giudicate voi, noi intanto aspettiamo le risposte di cui vi riferiremo.
è questa la domanda che ci siamo posti quando abbiamo letto della rotonda pare sperientale che è stata creata vicino a Borgo San Giovanni.
Perchè non si capisce cosa si sta sperimentando dato che esiste già il progetto esecutivo e si è già fatto il bando di gara per l'affido dei lavori.
Secondo noi si doveva operare in modo profondamente diverso:
- monitorare i flussi dei veicoli e dei pedoni, comprendendo le altre due rotatorie poste prima e dopo quest'area nello stato di fatto attuale
- predisporre uno studio di fattibilità
- installare la rotatoria, questa sì sperimentale
- monitorare i flussi dei veicoli e dei pedoni, comprendendo le altre due rotatorie poste prima e dopo quest'area
- ragionare dati alla mano e quindi, solo DOPO e solo SE si fosse rilevato che c'era un miglioramento tangibile, la predisposizione degli interventi necessari considerando tutte le ipotesi possibili, sia per i sensi di marcia, sia di gestione del traffico pedonale, sia infine del flusso veicolare.
Giudicate voi, noi intanto aspettiamo le risposte di cui vi riferiremo.
martedì 29 maggio 2018
Finalmente! Aggiornamento situazione Elettrodotto San Nicolò in Commissione!
Dopo circa un anno si discuterà di questo tema importante per il quartiere di San Nicolò e i cittadini che ci vivono.
Ci sarà lo streaming? speriamo vivamente che l'Amministrazione attivi finalmente la diretta per dare la possibilità a tutti i cittadini di seguire i lavori su questo tema importante.
mercoledì 23 maggio 2018
Intervento sul recupero Perfosfati per Consiglio Comunale del 21/05/2018
Premettiamo che tutta l'area Ex Perfosfati può diventare oggetto di sviluppo per il territorio, se gestita bene e se il futuro utilizzo avrà come punto focale la città nel suo insieme.
Su questo crediamo che possiamo essere tutti d'accordo.
Di fatto tutta quella zona può essere divisa in tre parti, con ricadute a seguire:
- L'area dei capannoni
- L'area attigua non ancora edificata
- L'area su cui ci dicono vi sia stata una manifestazione di interesse per realizzare una struttura turistico / ricettiva
Il punto di partenza é sicuramente il primo, cioè l’area dei capannoni, e su questo abbiamo sentito più volte in Consiglio, in Commissione e letto anche sulla stampa che si “recupera tutto”.
Proprio su questo presupposto di recupero totale si sono quindi sentiti le associazioni di categoria, i cittadini e anche le scuole, per avere idee e proposte sul “COSA FARNE” poi di quei capannoni recuperati.
Siamo in verità molto contrariati nel modo e nel metodo scelto da questa Amministrazione per coinvolgere i cittadini e le scuole, perché un conto è spiegare ciò che sarà dei capannoni e quindi chiedere idee o meglio proposte sul loro futuro uso, un conto è invece dire che si “recupera tutto” senza mostrare NÉ uno straccio di progetto NÉ spiegare cosa si intendesse dire con quel generico termine “recupero”.
Già perché dal “RECUPERIAMO TUTTO” si è passati nel frattempo al “FERMIAMO IL DEGRADO”, punto, stop, basta così.
I cittadini non devono sentirsi raccontare cose non chiare.
Bisogna informarli correttamente e quindi dire CHIARAMENTE che il progetto attuale spenderà i quasi 5 milioni di euro del Bando Periferie e alla fine:
- MANCHERÀ LA BONIFICA, aspetto questo su cui torneremo più tardi.
- MANCHERÀ il rinforzo della copertura
- MANCHERÀ il rinforzo dei piloni degli archi
- MANCHERÀ la sistemazione delle fondazioni
In pratica, per farla breve, spendiamo tutti i soldi e al termine dei lavori previsti dal presente progetto i capannoni non saranno comunque agibili, anzi per meglio dire FRUIBILI.
Per cui ci chiediamo: di che sviluppo futuro stiamo parlando? È solo uno sviluppo potenziale? NON SI SA!
In commissione abbiamo sentito la Sindaca dire di avere una idea.
Bene, ne siamo felici, PER LEI PERÒ.
Perché magari noi poveri Consiglieri, di un Consiglio Comunale che capiamo bene è qualcosa che viene vissuto forse come un dovere da farsi o poco più, dicevo magari vorremmo SAPERLA quell'idea, e sempre magari la vorrebbero SAPERE anche i cittadini di questa città.
Questo anche alla luce dell'operato della giunta negli ultimi mesi, in cui troppo spesso alle idee della Sindaca o degli assessori sono poi seguite azioni di cui abbiamo scoperto l'esistenza solo quasi a cose fatte.
Un po’ come l’episodio della Conferenza dei Sindaci Sanità, che ha visto la Sindaca imporre una strategia perdente, tanto da farci sbattere fuori dai posti di comando, di cui abbiamo scoperto la cosa nei social e di cui la Sindaca non si è degnata neanche di risponderci compiutamente secondo noi alle nostre interrogazioni.
Ma torniamo al tema di questo Consiglio Comunale:
Che idea ha in mente la Giunta per quell'area?
Sarà forse quanto messo nero su bianco nel Documento Programmatico d'Area del 2017, in cui già allora si scriveva che quell'area doveva diventare un punto fieristico / espositivo, praticamente dando così un indirizzo di fatto?
NON SI SA, PERCHÉ NAVIGHIAMO NEL SILENZIO DELLA GIUNTA.
Veniamo al vero punto importante del discorso: lo sviluppo dell'area.
Questa DEVE essere la missione, per Portogruaro ma anche per un'area ben più vasta, per lo stesso portogruarese e oltre, per far crescere davvero la città.
Ci chiediamo però come sarà possibile pensare allo sviluppo di quell'area, come sarà possibile prendere in considerazione le idee che arriveranno dai cittadini, dalle scuole e dalle categorie economiche, se come oramai è chiaro a tutti che finiti i soldi del Bando Periferie ne serviranno altri per rendere effettivamente utilizzabili i capannoni.
E mica pochi! Si parla di circa 1 milione e mezzo, che attualmente non ci sono.
Cosa si aspettava a dirlo chiaramente ai cittadini?
Dovevano forse intuirlo?
Rivolgersi a qualche mago?
Ecco allora che cosa si doveva fare e cosa si dovrebbe fare secondo noi:
Presentare il progetto in modo chiaro, con un evento pubblico, anche in streaming, mettendo in luce i pregi del progetto di recupero ma anche le forti criticità degli ingenti lavori e fondi che mancano all’appello, cioè:
- Bonifica del terreno
- Rinforzi del tetto
- Rinforzo degli archi
- Sistemazione delle fondamenta
Giusto pensare ad un'area espositiva / fieristica / concertistica, insomma un'area POLIFUNZIONALE a gestione privata, con monitoraggio stretto da parte del comune.
Perché visti gli ingenti investimenti fatti dal pubblico é giusto che sia appunto il pubblico a poter definire di concerto con il privato l'utilizzo dell'area.
Giusto coinvolgere i privati, se non sono disponibili altre risorse pubbliche, ma sempre con un continuo dialogo con l’Amministrazione per trovare un utilizzo che abbia ampie ricadute per TUTTA la città, non solo per il privato che investe il capitale, fermo restando che anch'egli deve guadagnarci il giusto.
Bisognerà limitare al minimo indispensabile le volumetrie nelle aree attigue, che devono essere strettamente funzionali e correlate a quello che sarà il futuro utilizzo dell'area dei capannoni, senza che questi ultimi diventino una scusa per speculazioni edilizie.
- BENE quindi il possibile inserimento di una struttura turistico / ricettiva
- MALE, molto male la possibile realizzazione di tre torri da 11 piani e i 93.000 metri cubi complessivi che si possono teoricamente costruire.
Ma per due capannoni ad ora INUTILIZZABILI, anzi NON FRUIBILI, tutti questi bei propositi rischiano di restare per chissà quanto un libro dei sogni.
Così come la struttura turistico / ricettiva che pare essere scomparsa dal progetto finale.
Ma poi, lasciatecelo dire, tutto avremmo voluto vedere tranne una roba come la Delibera di Giunta n.77 del 7 maggio 2018.
Di questa Delibera chiediamo al Segretario Comunale, che ne ha attestato la conformità, se è sicuro di quel giudizio.
Perché noi abbiamo ben più di un dubbio.
Partiamo dalla dicitura del progetto, che appare diversa tra la Delibera e la bozza di accordo con la Città Metropolitana.
DIVERSA MICA DA POCO!
Basta leggere l'atto:
Nella delibera la dicitura del progetto diventa magicamente
“INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE DELL'AREA “EX PERFOSFATI” e si dice espressamente che questo è il progetto fa parte del progetto della Città Metropolitana denominato “RE.MO.VE.”
Nella schema di accordo di partenariato allegato alla delibera stessa il progetto viene chiamato, secondo noi correttamente:
“ID 20 Interventi di bonifica e riqualificazione dell'area
“ex Perfosfati - Parco Archeologico"
Una differenza che sembra di poco conto e che invece NON È DA POCO.
Perché nello schema di partenariato si richiama ESPLICITAMENTE alla documentazione inviata nel 2016 dal comune di Portogruaro alla Città Metropolitana di Venezia per l’inserimento nel progetto generale denominato RE.MO.VE.,
È quindi quello del 2016 il progetto che è stato valutato dalla Commissione Tecnica espressamente costituita a tal proposito dal Bando Periferie, citata nell'articolo 9 del bando stesso.
Per cui il progetto approvato dallo Stato è quello presentato nel 2016, approvato in linea tecnica con Delibera di Giunta n. 109 del 2 agosto 2016!
MA QUESTO DI CUI SI PARLA È IL VECCHIO PROGETTO!
QUELLO DELL'AMMINISTRAZIONE PRECEDENTE!!!
Ma non finisce qui, l'articolo 6 lettera D del Bando Periferie stabilisce che in caso il progetto presentato sia diviso in lotti funzionali essi devono essere AUTONOMAMENTE FRUIBILI, e di certo NON È QUESTO IL CASO del nuovo progetto, dato che come abbiamo detto prima alla fine dei lavori mancheranno la bonifica, i rinforzi al tetto e ai piloni e la sistemazione delle fondazioni.
Per altro la bonifica è sparita anche dal nome del progetto citato nella Delibera n.77, rendendo palese che ad oggi questa bonifica verrà fatta!
Dunque se i capannoni a fine dei lavori previsti non saranno AUTONOMAMENTE FRIUBILI non siamo in linea secondo noi con l’articolo 6 lettera D.
Ricapitoliamo i passaggi essenziali:
- l’Amministrazione ha presentato il vecchio progetto nel 2016, che rendeva l’area COMPLETAMENTE FRUIBILE creando il Parco Archeologico recuperando in qualche modo i capannoni, magari discutibile, e si effettuava la bonifica dell’area.
- Lo Stato ha potuto vedere e ha valutato QUESTO vecchio progetto e lo ha giudicato ammissibile.
- Ora invece si presenta un NUOVO progetto, DIVERSO dal precedente, che non rende fruibile l’area dato che non prevede la bonifica né sistema in modo definitivo i capannoni.
La Delibera e l’Accordo di Partenariato citano progetti oggettivamente diversi
A tutto questo aggiungiamo che abbiamo visto partire quasi di corsa e senza tanto darlo a vedere un bando destinato ai privati per trovare delle idee per completare l'opera di recupero dei capannoni e poi utilizzarli.
Peccato che anche questo ulteriore atto non fa altro che confermare che il progetto attuale DIFFERISCE in modo netto dal progetto precedente confermando che servono altri fondi per rendere AUTONOMAMENTE FRUIBILI i capannoni.
Con queste premesse chiediamo al Segretario Comunale di rivedere bene la Delibera ed chiarire immediatamente a noi consiglieri ma anche ai cittadini se le nostre osservazioni sono corrette o meno, per evitare di vedersi ritirare il finanziamento quando lo Stato si accorgerà di aver valutato positivamente un progetto di parco archeologico che di fatto non verrà mai realizzato.
Non vorremo vedere nuovamente a Portogruaro quanto già successo per il parcheggio interrato del Pio X, dove allora in Regione si era presentato un progetto e in Comune ne era stato approvato uno diverso, una delle ragioni per cui secondo noi alla fine il finanziamento era stato perduto.
Concludiamo dicendo che se le nostre osservazioni sono corrette secondo noi siamo in presenza di una palese mancanza di progettualità evidente.
Perché secondo noi è evidente che si doveva operare in modo completamente diverso.
Secondo noi si doveva:
- Completare la progettazione definitiva, con un progetto finito che rendesse l’area FRUIBILE, prevedendo quindi TUTTI gli interventi necessari, sia per i capannoni sia per la bonifica.
- Attivare fin da subito la cittadinanza e le categorie economiche per identificare COSA FARE di quell’area, in un processo veramente partecipativo e partecipato.
- Con questo progetto complessivo, con questa visione d’area vasta allora sì che si poteva partecipare al Bando Periferie, far valutare il progetto e farselo approvare.
Perché diciamo tutto questo?
Perché c’è il possibile rischio che come ci hanno concesso il finanziamento esso ci venga ritirato.
Per fare un esempio terra terra è come se ci dessero i soldi per fare un risotto vegano e noi invece ci facciamo una bella grigliata di carne.
Certo abbiamo sempre mangiato, ma possiamo ben immaginare che ci ha finanziato non ne sarebbe molto contento.
Attendiamo quindi le valutazioni del Segretario Comunale
PS il Segretario Comunale ha detto che ci risponderà nei prossimi giorni alla nostra osservazione.
Su questo crediamo che possiamo essere tutti d'accordo.
Di fatto tutta quella zona può essere divisa in tre parti, con ricadute a seguire:
- L'area dei capannoni
- L'area attigua non ancora edificata
- L'area su cui ci dicono vi sia stata una manifestazione di interesse per realizzare una struttura turistico / ricettiva
Il punto di partenza é sicuramente il primo, cioè l’area dei capannoni, e su questo abbiamo sentito più volte in Consiglio, in Commissione e letto anche sulla stampa che si “recupera tutto”.
Proprio su questo presupposto di recupero totale si sono quindi sentiti le associazioni di categoria, i cittadini e anche le scuole, per avere idee e proposte sul “COSA FARNE” poi di quei capannoni recuperati.
Siamo in verità molto contrariati nel modo e nel metodo scelto da questa Amministrazione per coinvolgere i cittadini e le scuole, perché un conto è spiegare ciò che sarà dei capannoni e quindi chiedere idee o meglio proposte sul loro futuro uso, un conto è invece dire che si “recupera tutto” senza mostrare NÉ uno straccio di progetto NÉ spiegare cosa si intendesse dire con quel generico termine “recupero”.
Già perché dal “RECUPERIAMO TUTTO” si è passati nel frattempo al “FERMIAMO IL DEGRADO”, punto, stop, basta così.
I cittadini non devono sentirsi raccontare cose non chiare.
Bisogna informarli correttamente e quindi dire CHIARAMENTE che il progetto attuale spenderà i quasi 5 milioni di euro del Bando Periferie e alla fine:
- MANCHERÀ LA BONIFICA, aspetto questo su cui torneremo più tardi.
- MANCHERÀ il rinforzo della copertura
- MANCHERÀ il rinforzo dei piloni degli archi
- MANCHERÀ la sistemazione delle fondazioni
In pratica, per farla breve, spendiamo tutti i soldi e al termine dei lavori previsti dal presente progetto i capannoni non saranno comunque agibili, anzi per meglio dire FRUIBILI.
Per cui ci chiediamo: di che sviluppo futuro stiamo parlando? È solo uno sviluppo potenziale? NON SI SA!
In commissione abbiamo sentito la Sindaca dire di avere una idea.
Bene, ne siamo felici, PER LEI PERÒ.
Perché magari noi poveri Consiglieri, di un Consiglio Comunale che capiamo bene è qualcosa che viene vissuto forse come un dovere da farsi o poco più, dicevo magari vorremmo SAPERLA quell'idea, e sempre magari la vorrebbero SAPERE anche i cittadini di questa città.
Questo anche alla luce dell'operato della giunta negli ultimi mesi, in cui troppo spesso alle idee della Sindaca o degli assessori sono poi seguite azioni di cui abbiamo scoperto l'esistenza solo quasi a cose fatte.
Un po’ come l’episodio della Conferenza dei Sindaci Sanità, che ha visto la Sindaca imporre una strategia perdente, tanto da farci sbattere fuori dai posti di comando, di cui abbiamo scoperto la cosa nei social e di cui la Sindaca non si è degnata neanche di risponderci compiutamente secondo noi alle nostre interrogazioni.
Ma torniamo al tema di questo Consiglio Comunale:
Che idea ha in mente la Giunta per quell'area?
Sarà forse quanto messo nero su bianco nel Documento Programmatico d'Area del 2017, in cui già allora si scriveva che quell'area doveva diventare un punto fieristico / espositivo, praticamente dando così un indirizzo di fatto?
NON SI SA, PERCHÉ NAVIGHIAMO NEL SILENZIO DELLA GIUNTA.
Veniamo al vero punto importante del discorso: lo sviluppo dell'area.
Questa DEVE essere la missione, per Portogruaro ma anche per un'area ben più vasta, per lo stesso portogruarese e oltre, per far crescere davvero la città.
Ci chiediamo però come sarà possibile pensare allo sviluppo di quell'area, come sarà possibile prendere in considerazione le idee che arriveranno dai cittadini, dalle scuole e dalle categorie economiche, se come oramai è chiaro a tutti che finiti i soldi del Bando Periferie ne serviranno altri per rendere effettivamente utilizzabili i capannoni.
E mica pochi! Si parla di circa 1 milione e mezzo, che attualmente non ci sono.
Cosa si aspettava a dirlo chiaramente ai cittadini?
Dovevano forse intuirlo?
Rivolgersi a qualche mago?
Ecco allora che cosa si doveva fare e cosa si dovrebbe fare secondo noi:
Presentare il progetto in modo chiaro, con un evento pubblico, anche in streaming, mettendo in luce i pregi del progetto di recupero ma anche le forti criticità degli ingenti lavori e fondi che mancano all’appello, cioè:
- Bonifica del terreno
- Rinforzi del tetto
- Rinforzo degli archi
- Sistemazione delle fondamenta
Giusto pensare ad un'area espositiva / fieristica / concertistica, insomma un'area POLIFUNZIONALE a gestione privata, con monitoraggio stretto da parte del comune.
Perché visti gli ingenti investimenti fatti dal pubblico é giusto che sia appunto il pubblico a poter definire di concerto con il privato l'utilizzo dell'area.
Giusto coinvolgere i privati, se non sono disponibili altre risorse pubbliche, ma sempre con un continuo dialogo con l’Amministrazione per trovare un utilizzo che abbia ampie ricadute per TUTTA la città, non solo per il privato che investe il capitale, fermo restando che anch'egli deve guadagnarci il giusto.
Bisognerà limitare al minimo indispensabile le volumetrie nelle aree attigue, che devono essere strettamente funzionali e correlate a quello che sarà il futuro utilizzo dell'area dei capannoni, senza che questi ultimi diventino una scusa per speculazioni edilizie.
- BENE quindi il possibile inserimento di una struttura turistico / ricettiva
- MALE, molto male la possibile realizzazione di tre torri da 11 piani e i 93.000 metri cubi complessivi che si possono teoricamente costruire.
Ma per due capannoni ad ora INUTILIZZABILI, anzi NON FRUIBILI, tutti questi bei propositi rischiano di restare per chissà quanto un libro dei sogni.
Così come la struttura turistico / ricettiva che pare essere scomparsa dal progetto finale.
Ma poi, lasciatecelo dire, tutto avremmo voluto vedere tranne una roba come la Delibera di Giunta n.77 del 7 maggio 2018.
Di questa Delibera chiediamo al Segretario Comunale, che ne ha attestato la conformità, se è sicuro di quel giudizio.
Perché noi abbiamo ben più di un dubbio.
Partiamo dalla dicitura del progetto, che appare diversa tra la Delibera e la bozza di accordo con la Città Metropolitana.
DIVERSA MICA DA POCO!
Basta leggere l'atto:
Nella delibera la dicitura del progetto diventa magicamente
“INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE DELL'AREA “EX PERFOSFATI” e si dice espressamente che questo è il progetto fa parte del progetto della Città Metropolitana denominato “RE.MO.VE.”
Nella schema di accordo di partenariato allegato alla delibera stessa il progetto viene chiamato, secondo noi correttamente:
“ID 20 Interventi di bonifica e riqualificazione dell'area
“ex Perfosfati - Parco Archeologico"
Una differenza che sembra di poco conto e che invece NON È DA POCO.
Perché nello schema di partenariato si richiama ESPLICITAMENTE alla documentazione inviata nel 2016 dal comune di Portogruaro alla Città Metropolitana di Venezia per l’inserimento nel progetto generale denominato RE.MO.VE.,
È quindi quello del 2016 il progetto che è stato valutato dalla Commissione Tecnica espressamente costituita a tal proposito dal Bando Periferie, citata nell'articolo 9 del bando stesso.
Per cui il progetto approvato dallo Stato è quello presentato nel 2016, approvato in linea tecnica con Delibera di Giunta n. 109 del 2 agosto 2016!
MA QUESTO DI CUI SI PARLA È IL VECCHIO PROGETTO!
QUELLO DELL'AMMINISTRAZIONE PRECEDENTE!!!
Ma non finisce qui, l'articolo 6 lettera D del Bando Periferie stabilisce che in caso il progetto presentato sia diviso in lotti funzionali essi devono essere AUTONOMAMENTE FRUIBILI, e di certo NON È QUESTO IL CASO del nuovo progetto, dato che come abbiamo detto prima alla fine dei lavori mancheranno la bonifica, i rinforzi al tetto e ai piloni e la sistemazione delle fondazioni.
Per altro la bonifica è sparita anche dal nome del progetto citato nella Delibera n.77, rendendo palese che ad oggi questa bonifica verrà fatta!
Dunque se i capannoni a fine dei lavori previsti non saranno AUTONOMAMENTE FRIUBILI non siamo in linea secondo noi con l’articolo 6 lettera D.
Ricapitoliamo i passaggi essenziali:
- l’Amministrazione ha presentato il vecchio progetto nel 2016, che rendeva l’area COMPLETAMENTE FRUIBILE creando il Parco Archeologico recuperando in qualche modo i capannoni, magari discutibile, e si effettuava la bonifica dell’area.
- Lo Stato ha potuto vedere e ha valutato QUESTO vecchio progetto e lo ha giudicato ammissibile.
- Ora invece si presenta un NUOVO progetto, DIVERSO dal precedente, che non rende fruibile l’area dato che non prevede la bonifica né sistema in modo definitivo i capannoni.
La Delibera e l’Accordo di Partenariato citano progetti oggettivamente diversi
A tutto questo aggiungiamo che abbiamo visto partire quasi di corsa e senza tanto darlo a vedere un bando destinato ai privati per trovare delle idee per completare l'opera di recupero dei capannoni e poi utilizzarli.
Peccato che anche questo ulteriore atto non fa altro che confermare che il progetto attuale DIFFERISCE in modo netto dal progetto precedente confermando che servono altri fondi per rendere AUTONOMAMENTE FRUIBILI i capannoni.
Con queste premesse chiediamo al Segretario Comunale di rivedere bene la Delibera ed chiarire immediatamente a noi consiglieri ma anche ai cittadini se le nostre osservazioni sono corrette o meno, per evitare di vedersi ritirare il finanziamento quando lo Stato si accorgerà di aver valutato positivamente un progetto di parco archeologico che di fatto non verrà mai realizzato.
Non vorremo vedere nuovamente a Portogruaro quanto già successo per il parcheggio interrato del Pio X, dove allora in Regione si era presentato un progetto e in Comune ne era stato approvato uno diverso, una delle ragioni per cui secondo noi alla fine il finanziamento era stato perduto.
Concludiamo dicendo che se le nostre osservazioni sono corrette secondo noi siamo in presenza di una palese mancanza di progettualità evidente.
Perché secondo noi è evidente che si doveva operare in modo completamente diverso.
Secondo noi si doveva:
- Completare la progettazione definitiva, con un progetto finito che rendesse l’area FRUIBILE, prevedendo quindi TUTTI gli interventi necessari, sia per i capannoni sia per la bonifica.
- Attivare fin da subito la cittadinanza e le categorie economiche per identificare COSA FARE di quell’area, in un processo veramente partecipativo e partecipato.
- Con questo progetto complessivo, con questa visione d’area vasta allora sì che si poteva partecipare al Bando Periferie, far valutare il progetto e farselo approvare.
Perché diciamo tutto questo?
Perché c’è il possibile rischio che come ci hanno concesso il finanziamento esso ci venga ritirato.
Per fare un esempio terra terra è come se ci dessero i soldi per fare un risotto vegano e noi invece ci facciamo una bella grigliata di carne.
Certo abbiamo sempre mangiato, ma possiamo ben immaginare che ci ha finanziato non ne sarebbe molto contento.
Attendiamo quindi le valutazioni del Segretario Comunale
PS il Segretario Comunale ha detto che ci risponderà nei prossimi giorni alla nostra osservazione.
Iscriviti a:
Post (Atom)





