Altre info sul Tempio Crematorio:
contrariamente a quanto abbiamo sentito dire anche in Consiglio Comunale, per poter inserire l’opera nel Piano Opere Pubbliche c’era la necessità di preparare lo Studio di Fattibilità.
Perché questo dice la Legge 50/2016 che all’art. 21 co 3 dice espressamente: “Per i lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 euro, ai fini dell'inserimento nell'elenco annuale, le amministrazioni aggiudicatrici approvano preventivamente il progetto di fattibilità tecnica ed economica”
Altro che l’art. 164 tanto sbandierato, altro che dire che lo studio si poteva fare anche dopo:
si doveva fare e approvare lo Studio prima!
E la prova che serviva questo Studio di Fattibilità e serviva anche approvarlo prima dell’inserimento nel Piano Annuale è scritta nella Delibera di Giunta 216 del 19/12/2016 in cui si può leggere al punto 3: "di approvare i progetti preliminari o di livello superiore di cui all’allegato sub. A), con l’importo a fianco di ciascuno indicato, al fine dell’approvazione dell’elenco annuale 2017 del Programma Triennale OO.PP. 2017-2019;”
A questo punto è chiaro che si voleva procedere di corsa, si voleva farla quell'opera, perché si vede che piaceva molto, anche se nessun cittadino aveva visto questa cosa nel programma elettorale su cui si era espresso.
Recentemente poi abbiamo appreso in Commissione che pare che il famoso “privato” che si era proposto per la realizzazione del Crematorio a Portogruaro sia una partecipata anche dal comune di Portogruaro, balzata anche in questi giorni agli “onori” della cronaca.
Ma nulla è dato per certo, cercheremo di scoprirlo.
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sabato 21 gennaio 2017
sabato 14 gennaio 2017
Studio di Fattibilità del Tempio Crematorio: una prima analisi
Corri corri, ma dove vai?
Abbiamo letto attentamente il Piano di Fattibilità del Tempio Crematorio e abbiamo da subito notato alcune cose che possiamo definire tutto sommato “curiose”.
La prima è in merito alla sostenibilità ambientale del progetto, per il quale si scopre che è richiesta la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), dato che “il Forno crematorio può essere assimilato come tipologia di impianto ad un inceneritore” come è scritto nero su bianco nel Piano stesso!!!
Ben strano per un progetto che viene sbandierato essere come una caldaia di casa, vero?!!
Ma le “curiosità” non si fermano qui.
Già dalle prime pagine si può notare come l’area su cui dovrebbe sorgere il Tempio, misteriosamente diventa, appunto, “misteriosa”; nella Determina di affido dell’incarico per realizzare lo Studio di Fattibilità, infatti, l’area è ben individuata, mentre nel Piano invece si parla di “lotto tipo”
Delle due l’una, o si conosce il dove oppure c’è qualcosa che non torna!
E ancora:
nessun accenno all'impatto sociale e immobiliare dell’impianto, nessuna considerazione sul deprezzamento delle aree adiacenti, che ricordiamo può arrivare anche al 30%.
E inoltre:
poco per non dire nulla riguardo alle ricadute ambientali del Crematorio, cosa che appare incredibile per un territorio come il nostro che tanto ha già dato in termini ambientali, data la presenza di numerose centrali a Biomassa e Biogas autorizzate negli anni.
E pure:
la sostenibilità economica del progetto pare buona ad una prima lettura veloce.
Ma nel Piano non si fa nessun accenno alla costruzione del nuovo Crematorio a Conegliano, molto strano visto che il bando di quel comune è di marzo 2016…
Nel nostro Piano si parla di circa 1.500 salme all'anno, tra i residenti e i non residenti, il che equivale a una popolazione di circa 460.000 persone, un bacino secondo noi enorme che copre una fascia di comuni fino a ben 32 km.
Guarda caso però è grosso modo lo stesso bacino di “utenza” previsto dal dimenticato crematorio di Conegliano!
E quindi ci chiediamo: che conti sono stati fatti? E come sono stati fatti questi conti?
Un occhio infine anche alle tariffe:
come abbiamo già detto nel Consiglio Comunale di fine anno, Portogruaro si troverebbe a sopportare tutti gli oneri ambientali e sociali e i vantaggi in termine di tariffe sono veramente esigui, nell'ordine di circa 70 € a cremazione, ben poca roba!
Queste sono solo le prime considerazioni tecniche che possiamo fare in merito a questo Studio di Fattibilità, per fortuna che in Regione, illuminati sulla via di Damasco o più semplicemente resisi conto che esiste una Legge Nazionale che lo prevede espressamente, si è pensato bene di dare uno stop alle autorizzazioni per questo genere di impianto e proprio su questo abbiamo basato la nostra Mozione per lo stralcio del Progetto dal Piano annuale delle Opere Pubbliche.
Per due anni almeno il Tempio Crematorio non si può fare, punto.
Ora è tempo che si condivida con i cittadini il Piano di Fattibilità e lo si discuta nel merito e negli aspetti anche più delicati, in modo aperto e franco, senza evocare paure o “distese di tombe”.
Abbiamo letto attentamente il Piano di Fattibilità del Tempio Crematorio e abbiamo da subito notato alcune cose che possiamo definire tutto sommato “curiose”.
La prima è in merito alla sostenibilità ambientale del progetto, per il quale si scopre che è richiesta la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), dato che “il Forno crematorio può essere assimilato come tipologia di impianto ad un inceneritore” come è scritto nero su bianco nel Piano stesso!!!
Ben strano per un progetto che viene sbandierato essere come una caldaia di casa, vero?!!
Ma le “curiosità” non si fermano qui.
Già dalle prime pagine si può notare come l’area su cui dovrebbe sorgere il Tempio, misteriosamente diventa, appunto, “misteriosa”; nella Determina di affido dell’incarico per realizzare lo Studio di Fattibilità, infatti, l’area è ben individuata, mentre nel Piano invece si parla di “lotto tipo”
Delle due l’una, o si conosce il dove oppure c’è qualcosa che non torna!
E ancora:
nessun accenno all'impatto sociale e immobiliare dell’impianto, nessuna considerazione sul deprezzamento delle aree adiacenti, che ricordiamo può arrivare anche al 30%.
E inoltre:
poco per non dire nulla riguardo alle ricadute ambientali del Crematorio, cosa che appare incredibile per un territorio come il nostro che tanto ha già dato in termini ambientali, data la presenza di numerose centrali a Biomassa e Biogas autorizzate negli anni.
E pure:
la sostenibilità economica del progetto pare buona ad una prima lettura veloce.
Ma nel Piano non si fa nessun accenno alla costruzione del nuovo Crematorio a Conegliano, molto strano visto che il bando di quel comune è di marzo 2016…
Nel nostro Piano si parla di circa 1.500 salme all'anno, tra i residenti e i non residenti, il che equivale a una popolazione di circa 460.000 persone, un bacino secondo noi enorme che copre una fascia di comuni fino a ben 32 km.
Guarda caso però è grosso modo lo stesso bacino di “utenza” previsto dal dimenticato crematorio di Conegliano!
E quindi ci chiediamo: che conti sono stati fatti? E come sono stati fatti questi conti?
Un occhio infine anche alle tariffe:
come abbiamo già detto nel Consiglio Comunale di fine anno, Portogruaro si troverebbe a sopportare tutti gli oneri ambientali e sociali e i vantaggi in termine di tariffe sono veramente esigui, nell'ordine di circa 70 € a cremazione, ben poca roba!
Queste sono solo le prime considerazioni tecniche che possiamo fare in merito a questo Studio di Fattibilità, per fortuna che in Regione, illuminati sulla via di Damasco o più semplicemente resisi conto che esiste una Legge Nazionale che lo prevede espressamente, si è pensato bene di dare uno stop alle autorizzazioni per questo genere di impianto e proprio su questo abbiamo basato la nostra Mozione per lo stralcio del Progetto dal Piano annuale delle Opere Pubbliche.
Per due anni almeno il Tempio Crematorio non si può fare, punto.
Ora è tempo che si condivida con i cittadini il Piano di Fattibilità e lo si discuta nel merito e negli aspetti anche più delicati, in modo aperto e franco, senza evocare paure o “distese di tombe”.
giovedì 12 gennaio 2017
Punto nascite: quanto dobbiamo attendere?
"In un villaggio viveva un pastorello che di notte doveva fare la guardia alle pecore di suo padre. Si annoiava e quindi, decise di fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciò a gridare: "Al lupo, al lupo!" Così tutti si svegliarono e accorsero per aiutarlo. Ma il pastore burlone rivelò loro che era uno scherzo.
Questo scherzo continuò per parecchi giorni, fino ad una notte in cui un lupo venne veramente. Il pastore cominciò a gridare: "Al lupo, al lupo!", ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo.
Così il lupo divorò tutte le pecore."
Questo scherzo continuò per parecchi giorni, fino ad una notte in cui un lupo venne veramente. Il pastore cominciò a gridare: "Al lupo, al lupo!", ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo.
Così il lupo divorò tutte le pecore."
Non possiamo che sperare che questo ennesimo annuncio trovi la cittadinanza ancora fiduciosa che il punto nascite dell'Ospedale di Portogruaro venga presto rimesso in funzione.
Vero è che se a febbraio scopriremo che l'apertura sarà nuovamente rinviata non protremmo che farci delle domande sulla credibilità della classe dirigente e politica veneta, che da quasi un anno ci racconta la favola di questa leggendaria apertura.
Adesso abbiamo bisogno di fatti e non più di parole.
Vero è che se a febbraio scopriremo che l'apertura sarà nuovamente rinviata non protremmo che farci delle domande sulla credibilità della classe dirigente e politica veneta, che da quasi un anno ci racconta la favola di questa leggendaria apertura.
Adesso abbiamo bisogno di fatti e non più di parole.
giovedì 5 gennaio 2017
Tempio Crematorio: NO! Grazie!
Alla fine qui siamo arrivati: per due anni almeno il Tempio Crematorio non si può fare!
Ecco perchè abbiamo presentato la nostra Mozione per chiedere lo stralcio del progetto dal piano delle opere pubbliche.
La nostra precedente mozione sul piano di fattibilità era chiara e precisa: il M5S di Portogruaro non ha mai approvato il piano di fattibilità del Tempio Crematorio ma, attraverso gli strumenti presenti nel Regolamento Comunale, ha OBBLIGATO questa Amministrazione a condividerlo con i cittadini affinché questo progetto non passasse silenzioso ed inosservato, vista la carente informazione che ha caratterizzato finora il Governo di questa città.
Chiunque dica il contrario o non ha capito o tenta di denigrarci.
Detto questo, a suo tempo abbiamo votato a favore anche della Mozione del Csx perchè andava in parte nella direzione giusta: prima di fare un'opera del genere bisogna parlarne con i cittadini!
E proprio per questo abbiamo obbligato questa Amministrazione a condividere il Piano di Fattibilità: si informi i cittadini e si decida tutti assieme!
Nel frattempo in Regione finalmente hanno preso atto che la questione va regolamentata, altrimenti diventa solo un business senza senso e con pesanti impatti ambientali ed economici su territori come il nostro che già tanto hanno dato in termini di inquinamento.
il fatto che ben 12 progetti analoghi siano stati bocciati nel territorio veneto vorrà pur dir qualcosa, giusto?
Adesso ci aspettiamo che il progetto venga stralciato e che il Piano venga messo a disposizione di tutti per le considerazioni tecniche, ambientali e di opportunità sociali di un'opera del genere.
Tutto il resto sono chiacchiere da bar.
Ecco perchè abbiamo presentato la nostra Mozione per chiedere lo stralcio del progetto dal piano delle opere pubbliche.
La nostra precedente mozione sul piano di fattibilità era chiara e precisa: il M5S di Portogruaro non ha mai approvato il piano di fattibilità del Tempio Crematorio ma, attraverso gli strumenti presenti nel Regolamento Comunale, ha OBBLIGATO questa Amministrazione a condividerlo con i cittadini affinché questo progetto non passasse silenzioso ed inosservato, vista la carente informazione che ha caratterizzato finora il Governo di questa città.
Chiunque dica il contrario o non ha capito o tenta di denigrarci.
Detto questo, a suo tempo abbiamo votato a favore anche della Mozione del Csx perchè andava in parte nella direzione giusta: prima di fare un'opera del genere bisogna parlarne con i cittadini!
E proprio per questo abbiamo obbligato questa Amministrazione a condividere il Piano di Fattibilità: si informi i cittadini e si decida tutti assieme!
Nel frattempo in Regione finalmente hanno preso atto che la questione va regolamentata, altrimenti diventa solo un business senza senso e con pesanti impatti ambientali ed economici su territori come il nostro che già tanto hanno dato in termini di inquinamento.
il fatto che ben 12 progetti analoghi siano stati bocciati nel territorio veneto vorrà pur dir qualcosa, giusto?
Adesso ci aspettiamo che il progetto venga stralciato e che il Piano venga messo a disposizione di tutti per le considerazioni tecniche, ambientali e di opportunità sociali di un'opera del genere.
Tutto il resto sono chiacchiere da bar.
mercoledì 4 gennaio 2017
Ecco il testo della nostra interrogazione sui monitoraggi del Campanile.
Abbiamo sentito ripetere in Commissione e anche nell'ultimo Consiglio Comunale che i monitoraggi non sono mai stati interrotti.
Ringraziando il blogger Battiston che ha quasi rischiato la denuncia per questa cosa, ci siamo attivati e nel fine anno ci siamo letti le carte dal 2006 a oggi per capire come stavano le cose.
Tecnicamente parlando i monitoraggi sono rimasti attivi, a meno di guasti del sistema che paiono cmq gestiti con tempestività.
Ed è proprio questo il punto che ha colpito la nostra attenzione: la gestione dei monitoraggi e le varie determine di affido della gestione.
Abbiamo visto che dal 2006 a oggi vi è sempre stato una bella differenza temporale tra la scadenza dell'affido della gestione dei monitoraggio e il nuovo affido.
Facciamo un esempio, come da interrogazione:
Nel 2015, a fronte di una scadenza della gestione dei monitoraggi al 31/12/2014, il nuovo affido avviene solamente con la determinazione 739 del 04/05/2015, cioè 124 giorni dopo.
Nel 2016 i giorni sono diventati ben 274.
Pare che questa fosse cmq la prassi, come potrete leggere nella tabella sottostante, anche negli anni passati si sono toccati numeri importanti: 248 gg nel 2014, 274 gg nel 2013.
Nel periodo di non affido però qualcuno interviene per sistemare ad esempio i guasti e ci chiediamo quindi: chi e a che titolo?
E perchè tutto questo ritardo nell'affido della gestione dei monitoraggi?
Ricordiamo che l'affido della gestione dei monitoraggi non è solo funzionale alla produzione di una relazione sui dati registrati in automatico dalla stazione di controllo, ma anche, appunto, il fatto di intervenire in caso di guasto, inceppi e upgrade del sistema.
Ascolteremo la risposta, sperando che sia esaustiva e chiara.
PS: Nello scartabellare le carte abbiamo visto che non esiste un sistema automatico di allarme, ma almeno dal 2011 ci pare che la preoccupazione non fosse determinare se il campanile fosse o meno in sicurezza e di conseguenza lo fossero i cittadini che vi abitano e vi transitano sotto, quanto piuttosto la realizzazione dei lavori da circa 2 milioni di euro.
Questa è stata una grave carenza a cui ora in parte si è cercato di porre rimedio.
Abbiamo appreso in Consiglio Comunale dalla relazione sulla staticità del Monumento che i lavori vanno fatti ma non siamo a rischio crollo imminente.
Detto questo il piano di sicurezza è secondo noi insufficiente e speriamo che venga modificato velocemente, alla luce dei risultati della relazione sulle condizioni statiche del Campanile, creando le specifiche procedure da mettere in atto in caso di emergenza e allargando l’area di rischio ben oltre i 62 mt proposti e considerati.
Dopo l’aggiornamento del Piano di Emergenza si devono organizzare velocemente incontri con la cittadinanza, per rendere partecipi e consapevoli i cittadini delle procedure di emergenza e dello stato delle cose. Vigileremo!
Abbiamo sentito ripetere in Commissione e anche nell'ultimo Consiglio Comunale che i monitoraggi non sono mai stati interrotti.
Ringraziando il blogger Battiston che ha quasi rischiato la denuncia per questa cosa, ci siamo attivati e nel fine anno ci siamo letti le carte dal 2006 a oggi per capire come stavano le cose.
Tecnicamente parlando i monitoraggi sono rimasti attivi, a meno di guasti del sistema che paiono cmq gestiti con tempestività.
Ed è proprio questo il punto che ha colpito la nostra attenzione: la gestione dei monitoraggi e le varie determine di affido della gestione.
Abbiamo visto che dal 2006 a oggi vi è sempre stato una bella differenza temporale tra la scadenza dell'affido della gestione dei monitoraggio e il nuovo affido.
Facciamo un esempio, come da interrogazione:
Nel 2015, a fronte di una scadenza della gestione dei monitoraggi al 31/12/2014, il nuovo affido avviene solamente con la determinazione 739 del 04/05/2015, cioè 124 giorni dopo.
Nel 2016 i giorni sono diventati ben 274.
Pare che questa fosse cmq la prassi, come potrete leggere nella tabella sottostante, anche negli anni passati si sono toccati numeri importanti: 248 gg nel 2014, 274 gg nel 2013.
Nel periodo di non affido però qualcuno interviene per sistemare ad esempio i guasti e ci chiediamo quindi: chi e a che titolo?
E perchè tutto questo ritardo nell'affido della gestione dei monitoraggi?
Ricordiamo che l'affido della gestione dei monitoraggi non è solo funzionale alla produzione di una relazione sui dati registrati in automatico dalla stazione di controllo, ma anche, appunto, il fatto di intervenire in caso di guasto, inceppi e upgrade del sistema.
Ascolteremo la risposta, sperando che sia esaustiva e chiara.
PS: Nello scartabellare le carte abbiamo visto che non esiste un sistema automatico di allarme, ma almeno dal 2011 ci pare che la preoccupazione non fosse determinare se il campanile fosse o meno in sicurezza e di conseguenza lo fossero i cittadini che vi abitano e vi transitano sotto, quanto piuttosto la realizzazione dei lavori da circa 2 milioni di euro.
Questa è stata una grave carenza a cui ora in parte si è cercato di porre rimedio.
Abbiamo appreso in Consiglio Comunale dalla relazione sulla staticità del Monumento che i lavori vanno fatti ma non siamo a rischio crollo imminente.
Detto questo il piano di sicurezza è secondo noi insufficiente e speriamo che venga modificato velocemente, alla luce dei risultati della relazione sulle condizioni statiche del Campanile, creando le specifiche procedure da mettere in atto in caso di emergenza e allargando l’area di rischio ben oltre i 62 mt proposti e considerati.
Dopo l’aggiornamento del Piano di Emergenza si devono organizzare velocemente incontri con la cittadinanza, per rendere partecipi e consapevoli i cittadini delle procedure di emergenza e dello stato delle cose. Vigileremo!
Convenzione Campanile: è ancora valida?
Ecco il testo della nostra interpellanza sulla validità della Convenzione stipulata nel 2011 tra Comune e Parrocchia.
Se ne è parlato molto nell'ultimo Consiglio Comunale e più volte si è sentito dire che questa Convenzione è stata stipulata per prender atto di un presunto "stato di fatto".
Con il nostro lavoro però abbiamo fatto emergere che esisteva una relazione del 2008 (per cui antecedente la stipula della Convenzione del 2011), preparata dai tecnici comunali, che attribuiva la proprietà del Campanile alla Parrocchia.
Di questa relazione si era più volte sentito parlare e oggi finalmente abbiamo chiaro che esisteva davvero e che portava con se delle conclusioni di un certo tipo.
L'aggiornamento del 2016 non ha mutato quelle considerazioni finali.
A detta di qualcuno la Convenzione è ancora in essere, anche se non tutti sono concordi.
Con questa interpellanza quindi vogliamo fugare qualsiasi dubbio, perchè all'interno di quella Convenzione i doveri sono per noi assai chiari.
Ecco i punti secondo noi essenziali:
"7) Ogni altro utilizzo dell’immobile verrà effettuato di comune accordo tra le parti, nel rispetto delle norme civili e canoniche vigenti
8) E’ vietata ogni forma di affissione ed ogni altra attività che dia nocumento al decoro dell’immobile o sia in contrasto con la funzione a cui esso è adibito.
11) Eventuali inadempienze delle parti circa i contenuti della presente convenzione comportano la decadenza della stessa, con eventuali danni da valutarsi in altra sede"
Alla luce di ciò chiediamo chiarezza.
Per la questione della proprietà invece la nostra posizione è sempre la stessa:
Premesso che la sicurezza del cittadino viene prima di tutto ma bisogna anche agire nella massima trasparenza per tutti: si deve
definire velocemente la proprietà del bene, mettendo sul tavolo le carte disponibili e affidando la questione ad un giudice competente per mettere la parola fine in modo definitivo (cosa già richiesta con la ns interrogazione, rimasta inascoltata e che se invece fosse stata attuata già da subito a quest’ora la proprietà con tutta probabilità sarebbe già stata definita).
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