sabato 4 febbraio 2017

Ecco la Mozione del M5S Portogruaro, presentata per ottenere l'installazione delle barriere fonoassorbenti lungo i tratti ferroviari che interessano il comune di Portogruaro, previsti dal "Piano di contenimento e abbattimento del rumore".
Come potrete leggere nel documento, tali barriere erano previste nel Piano presentato nel 2004 e per una parte gli interventi dovevano già essere realizzati.
Viste le continue lamentele dei cittadini e i continui rinvii di RFI nel risolvere la questione abbiamo deciso di impegnare formalmente l'Amministrazione a risolvere l'annosa problematica.

 
  

giovedì 2 febbraio 2017

Convenzione davvero sempre valida?

Forse qualcuno vuol farci pensare che Cristo sia morto di freddo in croce... Avevamo posto una semplice domanda e di fatto nella risposta che ci viene data è confermato che il Comune non aveva concordato nulla e su questo punto la Convenzione è molto chiara. Ma non per tutti evidentemente! Giudicate da voi, qui sotto troverete i punti delle Convenzione interessati e la risposta che ci è pervenuta dall'Amministrazione comunale.

lunedì 23 gennaio 2017

Ecco qua.
Si ritorna a parlare di Elettrodotto, di San Nicolò, di interramento e di possibili sviluppi futuri.
Abbiamo appreso nell'ultimo Consiglio Comunale che il Comune di Portogruaro, per il tramite dell’Avvocatura della Città Metropolitana, ha proposto a Terna una bozza di convenzione da valutare e fare propria.
Ci viene immediato chiederci tra quanto Terna ci risponderà, perché abbiamo già visto in passato come con RFI i tempi erano dilatati oltre ogni immaginazione.
Il tempo infatti fino ad ora è stato usato per tenere buoni i cittadini senza però risolvere in modo definitivo il problema di questa linea che, come scritto anche nel Piano di Assetto del Territorio, è un fattore di blocco per lo sviluppo di questa zona.
Tra i vari punti dell’accordo viene chiesto a Terna di preparare uno studio di fattibilità per l’interramento della linea.
Ricordiamo a chi non ne fosse informato che uno studio del genere esiste già ed è stato preparato dal Comune di Portogruaro già dal 2006, per cui buona cosa sarebbe metterlo nel tavolo di lavoro e cominciare da lì per aggiornare quel documento e capire una volta per tutte dove andare .
Vigileremo, con ancora più attenzione, allenati dagli anni passati a combattere per la soluzione della questione, allenati da anni in cui abbiamo dato il nostro contributo insieme ai cittadini nel Forum Ambiente e nei tavoli di lavori di Agenda 21 già dal 2006, per arrivare anche nel 2013 ad approfondire la questione delle proprietà su cui insiste quell'elettrodotto, allenati da tanto farci girare a vuoto di passate amministrazioni.
Abbiamo anche visto negli anni scorsi passarci d’innanzi almeno 4 occasioni per sistemare la faccenda:
  • quando non abbiamo battuto con forza i pugni al superamento dei limiti di legge fino al 2003
  • quando RFI ha chiesto il permesso per aumentare la potenza della SottoStazione
  • quando è stata realizzata la nuova Metropolitana di Superficie
  • quando è stata realizzata la Tangenziale


Ora ci riproviamo, pronti a dar battaglia, per il bene di questa comunità, per il bene di San Nicolò, e per il bene di Portogruaro.


domenica 22 gennaio 2017

Tempio Crematorio: altre info!

Altre info sul Tempio Crematorio:
Dalla lettura dello Studio di Fattibilità notiamo già da subito come questo documento sia stato presentato giovedì 15/12/2016 mentre l'approvazione di questo documento da parte di questa amministrazione avviene il martedì successivo, con la deliberazione di giunta n.216 del 19/12/2016.
Pochi giorni quindi per vedere, valutare e alla fine approvare questo documento che di fatto permette di inserire l'opera nel piano annuale delle opere pubbliche.
Leggendo in modo approfondito il documento si può vedere che il "bacino di utenza" dei residenti si spinge fino e oltre Pordenone, fino a 32 km di distanza da Portogruaro, per un totale di circa 460.000 residenti.
Ben poco viene detto e considerato riguardo agli altri crematori già in funzione in zona e nulla viene accennato del crematorio che sarà costruito a Conegliano, benché l'iter amministrativo di quel crematorio sia già partito dal marzo 2016.
Già questo secondo noi pone molti interrogativi sul contenuto dello Studio.
Perché allargare così tanto il "bacino di utenza"?
Forse per garantire il canone al comune di Portogruaro? Boh.
Abbiamo già scritto nel post precedente delle particolarità ambientali di questo progetto, oggi invece ci soffermeremo sulla parte economica.
L'opera del valore di circa 1.800.000 € si basa su un finanziamento che copre di fatto tutto l'importo.
Per permettere quindi il recupero di tutto l'importo, più il costo della progettazione e il canone dovuto al comune di Portogruaro, più ancora i costi di gestione propri dell'opera (personale, luce acqua gas e manutenzioni ecc.) necessità che in questo crematorio si cremino circa 1.500 salme (tra salme e resti).
Tanti, veramente tanti, diciamo proprio troppi secondo noi.
Non considerare il crematorio di Conegliano, non considerare la prossima manutenzione straordinaria del crematorio di Marghera, non considerare che Pordenone potrebbe rimettere in funzione il proprio crematorio fa considerare i numeri della sostenibilità economica sotto tutta un'altra luce.
Facendo i conti con gli stessi parametri usati nello Studio di Fattibilità fa emergere  che se si passa dai 460.00 residenti a 330.000 (pari ad una distanza di 26 km cioè solo 6 km in meno) dopo 15 anni si fa solo in pari, che tutto vada bene.
Se poi si scende ulteriormente a 21 km, pari ad una distanza ragionevole, il Tempio crematorio semplicemente non diventa redditizio in 15 anni.
E chi pagherebbe allora? Il gestore ovviamente, che pare forse sia ben più di un privato, addirittura una partecipata da vari comuni, e se fosse così in definitiva pagheremmo noi cittadini!
Sarà per questo che ben 12 altri comuni del Veneto, hanno rifiutato di attuare questo progetto?
Se aggiungiamo queste criticità economiche alle già dette criticità ambientali si capisce bene che quest'opera così come è stata pensata non serviva alla nostra zona per dare un servizio, ma forse solo per la costruzione dell'opera in se, a vendere un forno e ben poco altro.



sabato 21 gennaio 2017

Tempio Crematorio: altre info

Altre info sul Tempio Crematorio: 
contrariamente a quanto abbiamo sentito dire anche in Consiglio Comunale, per poter inserire l’opera nel Piano Opere Pubbliche c’era la necessità di preparare lo Studio di Fattibilità.
Perché questo dice la Legge 50/2016 che all’art. 21 co 3 dice espressamente: “Per i lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 euro, ai fini dell'inserimento nell'elenco annuale, le amministrazioni aggiudicatrici approvano preventivamente il progetto di fattibilità tecnica ed economica
Altro che l’art. 164 tanto sbandierato, altro che dire che lo studio si poteva fare anche dopo: 

si doveva fare e approvare lo Studio prima!
E la prova che serviva questo Studio di Fattibilità e serviva anche approvarlo prima dell’inserimento nel Piano Annuale è scritta nella Delibera di Giunta 216 del 19/12/2016 in cui si può leggere al punto 3: "di approvare i progetti preliminari o di livello superiore di cui all’allegato sub. A), con l’importo a fianco di ciascuno indicato, al fine dell’approvazione dell’elenco annuale 2017 del Programma Triennale OO.PP. 2017-2019;”
A questo punto è chiaro che si voleva procedere di corsa, si voleva farla quell'opera, perché si vede che piaceva molto, anche se nessun cittadino aveva visto questa cosa nel programma elettorale su cui si era espresso.
Recentemente poi abbiamo appreso in Commissione che pare che il famoso “privato” che si era proposto per la realizzazione del Crematorio a Portogruaro sia una partecipata anche dal comune di Portogruaro, balzata anche in questi giorni agli “onori” della cronaca. 

Ma nulla è dato per certo, cercheremo di scoprirlo.


sabato 14 gennaio 2017

Studio di Fattibilità del Tempio Crematorio: una prima analisi

Corri corri, ma dove vai?

Abbiamo letto attentamente il Piano di Fattibilità del Tempio Crematorio e abbiamo da subito notato alcune cose che possiamo definire tutto sommato “curiose”.
La prima è in merito alla sostenibilità ambientale del progetto, per il quale si scopre che è richiesta la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), dato che “il Forno crematorio può essere assimilato come tipologia di impianto ad un inceneritore” come è scritto nero su bianco nel Piano stesso!!!
Ben strano per un progetto che viene sbandierato essere come una caldaia di casa, vero?!!

Ma le “curiosità” non si fermano qui.

Già dalle prime pagine si può notare come l’area su cui dovrebbe sorgere il Tempio, misteriosamente diventa, appunto, “misteriosa”; nella Determina di affido dell’incarico per realizzare lo Studio di Fattibilità, infatti, l’area è ben individuata, mentre nel Piano invece si parla di “lotto tipo”
Delle due l’una, o si conosce il dove oppure c’è qualcosa che non torna!

E ancora:
nessun accenno all'impatto sociale e immobiliare dell’impianto, nessuna considerazione sul deprezzamento delle aree adiacenti, che ricordiamo può arrivare anche al 30%.

E inoltre:
poco per non dire nulla riguardo alle ricadute ambientali del Crematorio, cosa che appare incredibile per un territorio come il nostro che tanto ha già dato in termini ambientali, data la presenza di numerose centrali a Biomassa e Biogas autorizzate negli anni.

E pure:
la sostenibilità economica del progetto pare buona ad una prima lettura veloce.
Ma nel Piano non si fa nessun accenno alla costruzione del nuovo Crematorio a Conegliano, molto strano visto che il bando di quel comune è di marzo 2016…
Nel nostro Piano si parla di circa 1.500 salme all'anno, tra i residenti e i non residenti, il che equivale a una popolazione di circa 460.000 persone, un bacino secondo noi enorme che copre una fascia di comuni fino a ben 32 km.
Guarda caso però è grosso modo lo stesso bacino di “utenza” previsto dal dimenticato crematorio di Conegliano!
E quindi ci chiediamo: che conti sono stati fatti? E come sono stati fatti questi conti?

Un occhio infine anche alle tariffe:
come abbiamo già detto nel Consiglio Comunale di fine anno, Portogruaro si troverebbe a sopportare tutti gli oneri ambientali e sociali e i vantaggi in termine di tariffe sono veramente esigui, nell'ordine di circa 70 € a cremazione, ben poca roba!

Queste sono solo le prime considerazioni tecniche che possiamo fare in merito a questo Studio di Fattibilità, per fortuna che in Regione, illuminati sulla via di Damasco o più semplicemente resisi conto che esiste una Legge Nazionale che lo prevede espressamente, si è pensato bene di dare uno stop alle autorizzazioni per questo genere di impianto e proprio su questo abbiamo basato la nostra Mozione per lo stralcio del Progetto dal Piano annuale delle Opere Pubbliche.

Per due anni almeno il Tempio Crematorio non si può fare, punto.

Ora è tempo che si condivida con i cittadini il Piano di Fattibilità e lo si discuta nel merito e negli aspetti anche più delicati, in modo aperto e franco, senza evocare paure o “distese di tombe”.